Piedi piatti nei bambini e altri falsi difetti

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Oggi parliamo di alcuni falsi difetti legati ai piedi e alle gambe dei più piccoli: i piedi piatti e le gambe a X.

Problemi ai piedi dei bambini: i piedi piatti

Capita spesso che i genitori si preoccupino per presunte irregolarità nello sviluppo motorio del proprio bambino. In alcuni casi si tratta, però, di apprensioni prive di reale fondamento. Un esempio è, per esempio, il piede piatto.

Si parla di piedi piatti quando l’area di contatto fra il piede, appunto, e il suolo è molto vasta, arrivando, di fatto, a rappresentare la totalità della pianta. Quasi la totalità dei bambini, fino ai tre anni, sembra appoggiare il piede sul suo bordo interno: ecco perché l’impronta plantare evidenzia un contatto al suolo non solo della parte esterna, ma anche di quella interna della pianta. Ed è in questi casi che i genitori si preoccupano, pensando proprio ai piedi piatti e a eventuali problemi motori che potrebbero causare.

Se il piede del piccolo è morbido, flessibile, non presenta rigidità di movimento, se il bimbo riesce a stare bene in piedi, a camminare e a correre senza alcun impaccio, si tratta di un piede piatto fisiologico che può persistere come variante della norma. Questa conformazione può rimanere anche durante la crescita e in circa il 15% dei casi si ritrova nell’adulto.

Scarpe per i piedi piatti per bambini

È bene sapere, tuttavia, che i piedi piatti non causano né disabilità né dolore. A confermarlo sono alcuni studi, che hanno anche dimostrato che il piede piatto soffre meno degli altri di fratture da sovraccarico.

Questi piedi flessibili e senza evidenti limitazioni funzionali non necessitano di alcun trattamento: eventuali correzioni sulle scarpe o l’inserimento di plantari sono mal sopportati dai bambini che non vorranno indossare le calzature. Il risultato? Uno spreco di denaro.

Non solo piedi piatti nei bambini: cosa sono le gambe a X

Le cosiddette gambe a X (nome che deriva dalla forma che le ginocchia unite danno agli arti inferiori) sono dovute a una deviazione angolare delle ginocchia. Quando queste ultime si toccano, infatti, i piedi restano fra loro distanti: per valutare l’entità del difetto si misura proprio la distanza fra i due talloni.

Le gambe a X sono molto comuni nei bambini fin da quando iniziano a camminare, e fino ai 6 anni sono da considerarsi come fisiologiche. Nella maggioranza dei casi si sistemano spontaneamente con la crescita, pertanto, non vi è ragione di indossare scarpe o plantari di correzione.

Può essere utile, invece, monitorare nel tempo l’evoluzione del difetto scattando fotografie ogni 4 o 6 mesi: in questo modo è possibile valutare se la distanza fra i piedi stia crescendo (e in questo caso è opportuno ricercare eventuali casi di ereditarietà in famiglia), e se coesistono altre problematiche come, per esempio, il sovrappeso. Quest’ultimo, infatti, unito alla scarsa attività muscolare, può favorire la persistenza del difetto.

Nei casi più gravi, quando incoraggiare l’attività sportiva, il gioco e una alimentazione sana per mantenere un peso sano non è sufficiente, oppure quando la matrice familiare è molto forte, le gambe a X possono essere corrette chirurgicamente (preferibilmente durante il periodo di crescita rapida).

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